Leggere un'altimetria senza farsi ingannare

Un profilo altimetrico sembra semplice: una linea che sale e scende. Nasconde però due trappole, la scala e il dislivello, e se ne può ricavare molto più di un'impressione generale.

Di Thomas, ciclista su strada e gravel · pubblicato il 6 novembre 2026

281 KM · USCITA DEL 1° NOVEMBREEsempio: una delle mie uscite di preparazione281,4 km2070 m D+155 m max050100150200050100150200250km
L'altimetria della mia uscita di 281 km del 1° novembre: 2.070 m di dislivello secondo Strava. L'asse verticale è molto dilatato, da qui l'effetto montagne russe.

Prima trappola: la scala verticale

Su quasi tutte le altimetrie l'asse verticale è esagerato rispetto a quello orizzontale. Nell'immagine qui sopra l'uscita è lunga 281 km e la quota va da una ventina di metri a 155 m. Con la stessa scala sui due assi, il profilo sarebbe una linea piatta. Aiuta a vedere le salite, ma inganna: due altimetrie che si somigliano sullo schermo possono non avere nulla in comune in bici.

Guarda sempre la scala. Una salita che occupa metà dell'altezza dell'immagine può valere 50 m di dislivello in pianura o 1.500 m in un percorso alpino. Gli sticker e le immagini di questo sito adattano automaticamente la scala verticale alla tua traccia: confronta i numeri, non le forme.

Calcolare una pendenza

La pendenza è il dislivello diviso per la distanza percorsa, moltiplicato per 100. Una strada che sale di 100 m in 1 km è al 10%. Una salita di 300 m in 5 km ha una media del 6%.

La parola chiave è «media». Una salita di 5 km al 6% può essere regolare, oppure nascondere un falsopiano seguito da una rampa molto più dura. Sul profilo cerca i punti in cui la linea si impenna: è lì che fa male, non per forza dove il dislivello totale è più alto. Le altimetrie delle salite pubblicate da club o siti specializzati dividono spesso la salita in tratti da un chilometro con la pendenza di ciascuno: è la lettura più utile per dosare lo sforzo.

Cosa misura davvero il dislivello

Il dislivello positivo, o D+, è la somma di tutte le salite del percorso, piccole e grandi. Un percorso che sale di 50 m, scende di 50 m e risale di 50 m totalizza 100 m di D+, anche se arriva alla stessa quota della partenza.

Siccome somma tutto, il dislivello è molto sensibile alle piccole variazioni. Se la quota registrata oscilla di un metro o due a ogni punto per il rumore di misura, quelle oscillazioni si sommano su migliaia di punti e gonfiano il totale. Al contrario, se il file ha pochi punti, le piccole gobbe tra un punto e l'altro spariscono e il totale scende.

Perché Strava, Garmin e Komoot non danno lo stesso dislivello

Non esiste «un» dislivello giusto per un'uscita: ci sono modi diversi di misurarlo, e ognuno dà il suo numero.

  • La fonte della quota. Un dispositivo con barometro misura la pressione dell'aria, che cambia con il meteo. Un telefono o un ciclocomputer senza barometro ricava la quota dal GPS, molto meno preciso in verticale. E un percorso disegnato su una mappa riceve le quote da un modello del terreno.
  • Le correzioni. Diversi servizi possono sostituire le quote registrate con quelle di un modello del terreno. Strava e Garmin Connect offrono questo tipo di correzione in alcuni casi; attivarla o no cambia il numero.
  • Lo smussamento. Prima di sommare le salite, ogni strumento elimina più o meno le piccole variazioni. Uno smussamento forte sottostima gli strappi brevi, uno debole conta il rumore come dislivello.
  • Il numero di punti. La stessa uscita esportata con un punto al secondo o con un punto ogni qualche centinaio di metri non dà lo stesso totale.

Un esempio concreto con la mia uscita di 281 km: Strava indica 2.070 m di dislivello. Con solo 600 punti di quota distribuiti sul percorso, cioè circa uno ogni 470 m, la semplice somma delle salite scende a 1.651 m. Le piccole gobbe tra due punti sono sparite. Per questo, negli esempi di questo sito, mostro il dislivello calcolato da Strava sulla registrazione completa.

Quando importi una traccia qui, lo strumento ricampiona la quota ogni 25 m e poi la smussa su circa 200 m prima di sommare le salite. Su una traccia di prova in cui ho aggiunto qualche metro di rumore artificiale a una salita nota di 800 m, la somma grezza superava i 1.500 m, e il calcolo smussato tornava a 789 m. Il numero mostrato può quindi scostarsi di qualche punto percentuale da quello della tua app, ed è normale.

Riconoscere i tratti che contano

Quando preparo un'uscita, leggo l'altimetria in quest'ordine:

  1. Le salite lunghe: lunghezza, pendenza media e posizione. Una salita di 10 km al chilometro 200 non si gestisce come al chilometro 20.
  2. I tratti ripidi: dove la linea si impenna, anche per poco. Nel gravel, su fondo smosso, sono quelli che possono farti mettere il piede a terra.
  3. Le sequenze: una serie di strappi senza vero recupero a volte stanca più di una salita lunga, ed è lì che il dislivello cresce senza che te ne accorga.
  4. Le discese: su un'uscita lunga, una grande discesa al calare della sera o su una strada rovinata merita attenzione quanto una salita.

Una volta individuati, riportali dove li vedrai: come punti nel generatore di altimetria, o come salite sul tuo adesivo altimetria bici. E per incrociare tratti duri e punti acqua, prosegui con la guida per preparare i ristori.

Domande frequenti

Qual è il dislivello giusto: Strava, Garmin o Komoot?

Nessuno è «quello» giusto: ognuno dipende dalla fonte della quota, dalle correzioni e dallo smussamento. Per confrontare due uscite, usa lo stesso strumento per entrambe.

Come si calcola una pendenza media?

Dividi il dislivello della salita per la sua lunghezza e moltiplica per 100. 300 m di salita in 5 km danno il 6%.

Perché la mia altimetria sembra più dura del vero?

Perché l'asse verticale è dilatato per rendere visibili le salite. Guarda sempre la scala delle quote.